Banche Cantonali
2 settembre 2026
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Pacchetto TBTF: il Consiglio federale manca l’obiettivo

Ultimo aggiornamento:  2 settembre 2026

Il Consiglio federale ha posto in consultazione il pacchetto di misure volto a rafforzare la stabilità delle banche. Con questo progetto intende consolidare il dispositivo «too big to fail» e trarre gli insegnamenti dalla crisi di Credit Suisse. L’attenzione dovrebbe concentrarsi sulle banche di rilevanza sistemica globale. Alla luce di tale obiettivo, il pacchetto si spinge tuttavia decisamente troppo oltre e comprende anche istituti che non sono stati né all’origine della crisi né un fattore determinante della stessa. Per le Banche Cantonali è pertanto chiaro che la crisi di una singola banca non giustifica un inasprimento generalizzato della regolamentazione per l’intero settore bancario.

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Michele Vono
Vice-direttore | Responsabile Affari pubblici e Regolamentazione
Unione delle Banche Cantonali Svizzere

La crisi di Credit Suisse ha messo in luce alcune carenze nel dispositivo svizzero «too big to fail» (TBTF). È quindi giusto analizzare gli eventi e intervenire laddove gli strumenti esistenti si sono rivelati insufficienti. È importante che le misure supplementari forniscano un contributo chiaramente dimostrabile al rafforzamento del dispositivo TBTF, affrontino le cause effettive della crisi e tengano conto dei diversi profili di rischio degli istituti.

Da un progetto TBTF a un progetto FINMA
Con questo progetto, tuttavia, il Consiglio federale manca l’obiettivo. La FINMA dispone già oggi di incisivi strumenti di vigilanza e sanzionatori, quali il divieto di esercizio della professione, la confisca degli utili e la revoca delle autorizzazioni. Un certo ventaglio di strumenti è necessario e opportuno per garantire una vigilanza efficace. Il pacchetto in esame prevede però di ampliarlo in modo considerevole.
Nel solo ambito della vigilanza sono previste circa dodici misure che estenderebbero le competenze della FINMA. Tali misure riguardano tutti gli istituti finanziari. Il progetto va quindi ben oltre un rafforzamento mirato del dispositivo TBTF. Si ha l’impressione che il progetto attuale abbia recepito pressoché tutte le richieste della FINMA.
Ciò è tanto più degno di nota se si considera che la Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) aveva già constatato nel proprio rapporto che la FINMA non aveva sfruttato appieno gli strumenti a sua disposizione. Dal punto di vista delle Banche Cantonali, il regime di responsabilità e la nuova competenza in materia di sanzioni pecuniarie meritano un esame particolarmente critico.

Il nuovo regime di responsabilità non tiene conto della realtà
Secondo il progetto, il regime di responsabilità dovrebbe essere introdotto soltanto per le banche con una struttura organizzativa complessa. Il Consiglio federale definisce tale complessità sulla base di una soglia superiore a 250 equivalenti a tempo pieno. In questo modo sarebbero interessate 19 delle 24 Banche Cantonali, compresi istituti appartenenti alla categoria di vigilanza 4, come la Schaffhauser Kantonalbank.
L’attività bancaria al dettaglio tradizionale, che costituisce il core business della maggior parte delle Banche Cantonali, richiede certamente un elevato impiego di personale, ma presenta un profilo di rischio nettamente inferiore rispetto ai complessi modelli operativi delle grandi banche attive a livello internazionale. Secondo le Banche Cantonali, la configurazione prevista non soddisfa pertanto l’obiettivo dichiarato dal Consiglio federale di strutturare il progetto secondo il principio di proporzionalità.

Una competenza in materia di sanzioni pecuniarie minerebbe il principio fondamentale della separazione dei poteri
Secondo le Banche Cantonali, anche la prevista competenza in materia di sanzioni pecuniarie si spinge troppo oltre. La FINMA dovrebbe poter infliggere sanzioni pecuniarie fino al 10% dei ricavi d’esercizio annui medi degli ultimi tre esercizi.
In questo modo si aggraverebbe ulteriormente una situazione già oggi problematica sotto il profilo dello Stato di diritto, nella quale un’unica autorità esercita contemporaneamente funzioni di vigilanza, regolamentazione e sanzione. Poiché la FINMA può già oggi presentare una denuncia penale tramite il Dipartimento federale delle finanze, la necessità di una simile estensione delle sue competenze ai fini del rafforzamento del dispositivo TBTF non è sufficientemente dimostrata.

Soluzioni pragmatiche per la preparazione in materia di liquidità
Uno dei principali insegnamenti tratti dall’analisi della crisi di Credit Suisse riguarda l’approvvigionamento di liquidità delle banche nelle situazioni di emergenza. Le Banche Cantonali sostengono espressamente il miglioramento dell’accesso alla liquidità della Banca nazionale svizzera (BNS) a fronte di garanzie. La prevista regolamentazione legale relativa al trasferimento di garanzie alla BNS consente alle banche di ottenere rapidamente liquidità in caso di crisi. In questo modo viene promossa efficacemente l’attuazione del nuovo dispositivo di liquidità della BNS e viene ulteriormente rafforzata la stabilità finanziaria in Svizzera. Le Banche Cantonali sostengono inoltre la trasposizione del Public Liquidity Backstop nel diritto ordinario. A tale riguardo è fondamentale che, come previsto dal progetto, le garanzie cantonali siano adeguatamente considerate nel calcolo di eventuali indennità forfettarie, poiché riducono sensibilmente il rischio di perdita della Confederazione.