Banche Cantonali
18 febbraio 2026
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Revisione della legge sugli istituti finanziari (LIsFi): stesse regole per nuove tecnologie?

Ultimo aggiornamento:  18 febbraio 2026

Con la revisione della legge sugli istituti finanziari (LIsFi), il Consiglio federale e il legislatore reagiscono ai cambiamenti tecnologici e alla crescente diffusione di modelli operativi digitali, al fine di rafforzare la piazza finanziaria ed economica svizzera. Oliver Buschan, Direttore dell’Unione delle Banche Cantonali Svizzere, illustra in un’intervista la revisione e il ruolo della piazza finanziaria svizzera.

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Oliver Buschan Web

Oliver Buschan
Direttore
Unione delle Banche Cantonali Svizzere

Di che cosa tratta la revisione della LIsFi e quali obiettivi persegue il legislatore?

La revisione della LIsFi costituisce un ulteriore sviluppo dell’attuale diritto dei mercati finanziari. Un elemento centrale è l’evoluzione dell’attuale autorizzazione FinTech e la creazione di un quadro normativo più coerente per nuove forme di prestazioni di servizi finanziari. Secondo il Rapporto esplicativo del DFF del 22 ottobre 2025, l’obiettivo del progetto è migliorare le condizioni quadro e integrare in modo ordinato le tecnologie finanziarie innovative nel sistema finanziario esistente. Nel contempo, si intende in particolare limitare i rischi per la stabilità e l’integrità del sistema finanziario, rafforzando la protezione degli investitori e della clientela. Concretamente, il diritto dei mercati finanziari riveduto introdurrà due nuove categorie di autorizzazione: istituti per mezzi di pagamento e istituti di servizi per beni crittografici.

Che cosa ha condotto a questa revisione?

L’impulso è stato dato in particolare dagli sviluppi tecnologici e strutturali registrati negli ultimi anni sul mercato finanziario. I modelli operativi digitali si sono ulteriormente evoluti e, in particolare, i beni crittografici non vengono più utilizzati prevalentemente come strumenti speculativi. Essi trovano un impiego crescente nei processi di pagamento, regolamento e custodia. In questo contesto, nel febbraio 2022 il Consiglio federale, nell’ambito del suo rapporto sulla finanza digitale, ha incaricato di verificare il quadro giuridico svizzero vigente. Tale verifica ha evidenziato la necessità di interventi normativi, in particolare per quanto concerne la regolamentazione delle stablecoin e di ulteriori beni crittografici. La revisione rappresenta dunque l’espressione della volontà di adeguare il quadro normativo alle nuove realtà, tenendo in debita considerazione, in modo equilibrato, innovazione, stabilità e fiducia.

Quali aspetti occorre considerare, dal punto di vista delle Banche Cantonali?

Da una prospettiva generale, è anzitutto fondamentale procedere a un’analisi accurata della situazione. Infatti, con la revisione in oggetto possono emergere numerose strutture finanziarie eterogenee, con finalità differenti. In linea di principio questa pluralità è positiva, ma richiede un esame approfondito. Al centro vi sono due aspetti principali: in primo luogo, un’adeguata limitazione dei potenziali rischi sistemici, inclusa la garanzia che gli obiettivi di politica monetaria rimangano perseguibili. In secondo luogo, l’integrità complessiva del mercato finanziario svizzero. Occorre inoltre distinguere chiaramente tra iniziative private con un orientamento prevalentemente commerciale e progetti comuni con carattere infrastrutturale. Ad esempio, le stablecoin possono presentare caratteristiche molto diverse e, di conseguenza, livelli di stabilità differenti. Sussiste quindi un dilemma di fondo: quanto più una stablecoin è stabile, tanto più assume le caratteristiche di moneta reale e può essere utilizzata per numerose applicazioni come «vero franco svizzero»; tuttavia, risulta commercialmente meno interessante per l’emittente. Potrebbe quindi rendersi necessario riflettere su diverse configurazioni, poiché possono generare effetti ed esigenze assai differenti. Proprio per questo chiediamo l’analisi situazionale menzionata: solo così è possibile valutare in modo responsabile quali sviluppi siano effettivamente funzionali agli interessi macroeconomici superiori e agli obiettivi strategici della piazza finanziaria svizzera.

Dove ravvisa ulteriori necessità di adeguamento nel progetto?

Desidero qui evidenziare i due aspetti principali. In primo luogo, è fondamentale che non vengano create condizioni di concorrenza diseguali. Le banche, in ragione del loro modello operativo, sono già oggi soggette al quadro normativo più completo e si collocano al vertice della cosiddetta «cascata delle autorizzazioni». L’obbligo previsto dalla revisione di costituire, per l’esercizio di un istituto per mezzi di pagamento, un’entità controllata quale titolare autonoma dell’autorizzazione elude questo assetto consolidato e comporta un inutile onere supplementare per quegli operatori che già oggi sono sottoposti ai requisiti più severi.
In secondo luogo, è essenziale evitare la creazione di sistemi di pagamento ombra. Per questo motivo, ad esempio, le stablecoin emesse da banche devono essere ammesse secondo il principio della neutralità tecnologica e strutturate in modo tale da poter essere integrate nel bilancio.

Come valuta il ruolo della piazza finanziaria svizzera in questo ambito?

Le banche mettono già oggi a disposizione mezzi di pagamento altamente efficienti, fornendo così un contributo essenziale al buon funzionamento della piazza finanziaria svizzera e dell’economia nel suo complesso. Al contempo investono nello sviluppo continuo delle proprie offerte. Tra queste rientrano anche nuove soluzioni di pagamento e di regolamento basate sulla tecnologia blockchain. Dal punto di vista delle Banche Cantonali, è importante che tali innovazioni siano integrate in un quadro normativo strategicamente ponderato, che salvaguardi l’integrità della piazza finanziaria e limiti in misura adeguata i rischi sistemici.